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Terza tappa e giro di boa per l’Abu Dhabi Desert Challenge 2025, dove i piloti hanno raggiunto Marathon Camp dopo oltre 230km di speciale. Destinazione con un nome non a caso; oggi, infatti, è la temuta tappa marathon. Niente assistenza, ma solo “fai da te” sui veicoli. Per le auto non ci sono limiti di tempo, ma gli equipaggi dovranno arrangiarsi con le loro sole forze. Una speciale veloce e non molto navigata, dove la prestazione nuda e cruda ha fatto la differenza. All’attivo ancora due speciali, per terminare la gara.

DACIA SPINGE…FORSE TROPPO

Nasser Al-Attiyah oggi ha fatto la differenza. Il qatariota parte fortissimo, primeggiando sin dai primi chilometri fino al termine. Un ottimo lavoro svolto anche da Edouard Boulanger, al quale è giusto dare merito.

“Lavorare con Nasser è facile. È un professionista, come Stephane. Due grandi.”

Sebastién Loeb cerca di tenere il passo. Cercando il podio nuovamente come ieri, per mantenere la vetta della corsa, schiaccia troppo il gas. E’ stato infatti penalizzato di due minuti per eccesso di velocità. Crolla così al sesto posto con 6’38” di ritardo dal compagno di squadra.

TOYOTA SI FA SENTIRE

Ottima la prestazione anche di Seth Quintero, secondo a 3’59” da Nasser Al-Attiyah. Tappa di squadra, con Lucas Moraes che segue a ruota per un solo minuto. Spezza il potere giapponese Joao Ferreira, con il miglior risultato di Mini finora con un quarto posto. Yazeed Al-Rajhi fatica a ritrovare il ritmo nel deserto di casa, dopo i problemi al motore nel proprio Hilux Overdrive. Overdrive contenta di Eryk Goczal, che firma un buon quinto posto con 5’29” di svantaggio. Il padre Marek Goczal invece, è costretto al ritiro; dopo un atterraggio pesante ha iniziato a soffrire. La compressione non ha lasciato scampo alla schiena.

La speciale poi è stata interrotta a causa del forte vento e pertanto gli elicotteri non potevano alzarsi in volo. La categoria Ultimate non ha subito variazioni.

Domani si partirà con la tappa più lunga del rally, con 300km di speciale e 151km di trasferimento per tornare a Mezeer’ha.